What he did was give all of us permission to be ourselves*
Lunedì scorso fashionismyroad pubblicava un post su Tom Ford, raccontando come con il suo genio e la sua dirompente strategia di immagine aveva rilanciato la maison Gucci.
Senza quella premessa sarebbe stato difficile parlare, a distanza di una settimana, di quello che è invece il marchio Tom Ford oggi e quello che è stato in un preciso ieri, il
ovvero il giorno in cui Tom Ford ha presentato la sfilata della sua prima collezione donna nel suo negozio di abbigliamento maschile all'845
Madison Avenue.
Prima di
questa data nessuno aveva potuto vedere in anteprima la collezione.
Se avete
seguito il crescere dell’aspettativa e i rumors su questo evento saprete che le uniche soffiate provenirono da Vogue America e furono tre schizzi in anteprima e uno scatto di Beyoncé appena dopo la sfilata:
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| Bozze per gli abiti di Karen Elson, Beyoncé Knowles e Daphne Guinness. |
Questa sfilata ha fatto scalpore sia per l'atteso ritorno alla moda donna di Tom Ford sia per la scelta di far trapelare alcunchè: un'operazione mediatica al contrario che pare banale nonché rischiosa: non parlarne perché se ne parli di più.
Le modelle scelte per esaltare le sue creazioni furono professioniste, come Daphne Guinnes o la sofisticata e aristocratica Stella Tennant, top del calibro di Freja Beha Erichsen, Natalia Vodianova e Chanel Iman, icone di stile che rispondono ai nomi di Lauren Hutton, Julia Restoin-Roitfeld, Lou Doillon e Marisa Berenson nonché fuoriclasse di Hollywood come Beyoncé e Julianne Moore. Erano dunque donne "vere" sia per la conformazione fisica, sia perché piene di personalità: lo scopo di Tom Ford è confermare che la sua moda è al servizio delle donna per valorizzarla, non per mortificarla.
La sfilata si svolse non solo in un contesto privilegiato ma anche in vecchio stile: lo stilista introduceva una alla volta le modelle descrivendo nello specifico gli abiti che indossavano e l'idea che li aveva ispirati: "Signore e signori, si prega di accogliere la signora Farida Khelfa. Ms. Liya Kebede. Ms. Lauren Hutton. La signora Natalia Vodianova. Ms. Lakshmi Menon. La signora Stella Tennant. Ms. Beyoncé Knowles. Ms. Amber Valletta. Ms. Rinko Kikuchi. Ms. Karen Elson. La signora Daphne Guinness. La signora Marisa Berenson. Ms. Karlie Kloss. La signora Rita Wilson. La signora Julianne Moore…".
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| In realtà con questa sfilata Tom Ford ha voluto portare tutto all'eccesso, sia nella forma (la riservatezza), sia nei contenuti: gli abiti da sera non mancano di paillettes ma sono morbidi, seguono i movimenti del corpo neanche fossero delle T-shirt, come afferma l'attrice Marisa Berenson a cui fece indossare questo abito da sera blu ricoperto completamente di paillettes. |
In molti hanno definito questa collezione aggressiva, in realtà è semplicemente un'estremizzazione dello stile di Tom Ford: se con Gucci doveva chinare il capo davanti alle regole del mercato, cedere al compromesso, con questa sua nuova linea, Domenico De Sole al suo fianco e i selezionatissimi punti vendita in cui si distribuirà, può permettersi di estremizzare tutto: tante tante frange, geogette di seta, corsetti, print e faraonici gioielli in oro. I colori sono ben calibrati: tanto nero (a dispetto della stagione), accenno di bianco, un pò di quel blu cobalto intenso e poi rosa, grigio e oro.
C'è un rimando continuo ai fasti dello Studio 54 di Andy Wahrol per colori e materiali utilizzati sebbene tutta la collezione si possa definire senza tempo: si potrebbe indossare ancora oggi uno di quei capi e sentirsi attualissime.
Parlare di una collezione di Tom Ford di qualche anno fa più che un flashback è dunque un flashfoward, ma anche se anche può sembrare di essere entrati nella mente del genio, pronti ad adorare ogni sua prossima dirompente proposta, possiamo essere sicuri che ci stupirà.
E se non vi siete già tomfordizzati con il Tom Ford del periodo Gucci, sono certa che adesso lo siate del tutto.
Come sempre, ditemi tutto, tutto tutto quello che volete e pensate sui suoi abiti e sul suo modo di fare moda, anzi, di fare arte.
*"Quello che ha fatto è stato dare a tutte noi il permesso di essere noi stesse", Rita Wilson a proposito della sfilata (fonte vogue.com)







