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1.8.12

Chi ha paura del grunge-chic?

Vi risparmio la tiritera sul grunge che parte da Seattle, dai Pearl Jam, Nirvana, Alice in Chains, Soundgarden, insomma da un certo tipo di musica rock di denuncia e rottura contro la politica culturale degli anni ’90.
Il grunge di cui vi voglio parlare non è uno stile vintage che ora va di moda ma è il grunge-chic contemporaneo, quello di cui tutti si sono appropriati senza distinzione di classe sociale, uno stile che parte dal grunge anni90 e arriva a noi attraverso una trasformazione del gusto che possiamo vedere in tutte le immagini dei blog di streetstyle più cool. Tanti look dai paesi della penisola scandinava percorrono l’Europa e arrivano a Milano e attraverso l’oceano nelle strade di New York con un'unica linea comune: la fusione tra ciò che del grunge è “trasandato” con ciò che oggi è radical chic. 
Il miscuglio perfetto possiamo definirlo un grunge-chic contemporaneo, tipico delle mezze stagioni ma declinabile anche in versioni invernali (basta aggiungere un parka oversize) ed estive (basta togliere i collant).

Siete pronti a farvi un giro di immagini nel grunge-chic con fashionismyroad?

Le icone del grunge anni90 portavano abiti un po' sgualciti, jeans strappati, camicioni o T-shirt di gruppi cult, All Stars o scarpe chiuse con calzettoni. 
Oggi questi elementi sono reinterpretati e mixati in modo diverso,  il richiamo e l'allusione allo stile anni 90 non è urlato ma evidente.


Icone indiscusse dello stile grunge-chic sono le sorelle Olsen: sono onnipresenti nei loro outfit i tipici stivaletti alla caviglia, felpe e maglie oversize, camicioni e quello stare sempre al limite dello sciatto che spesso ha scatenato molte critiche e perplessità riguardo al loro stile. Partendo dal proprio gusto così originale le sorelle Olsen hanno anche creato un proprio brand, Elizabeth and James.

27.6.12

Chi ha paura del tie-dye?

Ripartiamo da Olivia, dal fatto che detta mode portabili ancora più democratiche dei copiatissimi look di Kate Moss (i vostri numerosi commenti a suo favore sotto l'ultimo post lo dimostrano).
Passiamo per vogue.it, dove una certa foto della Palermo fa da pretesto per parlare di un nuovo ritorno di tendenza.
E arriviamo alla conferma dei brand low cost che, paradossalmente, sono più attenti al trend degli stessi stilisti che, da creativi quali sono, guardano al futuro più che al presente. La grande casa di moda lancia un'idea e il brand low cost la raccoglie, se può, e la rende accessibile e in un certo senso internazionalpopolare.

Dopo aver visto questa foto di Chicmuse ero determinata a scrivere un post sui foulard (li adoro, sopprattutto se sono enormi e di pura seta) ma mentre immaginavo di proporvi l'ultima collezione D&G e la sua versione low interpretata da brand come Mango o H&M mi rendevo conto che era già stato detto tutto quello che si poteva dire:


Invece quello che vi propongo è un ritorno di tendenza, ripulito, reinterpretato, direi drammatizzato e che mi aspetto di vedere, in qualche look sottoforma di un capo qualsiasi, nei blog italiani che vanno per la maggiore. 
Forse mi sbaglio, ma il tie-dye, di cui tanto abusarono i manipolatori di t-shirt casalinghi negli anni '90, è tornato.
Ecco Olivia Palermo con "un paio di pantaloni con disegno tie-dye nelle tonalità malva e vinaccia su fondo bianco. La linea del pantalone è aderente con risvolto all’altezza del polpaccio e, complice il clima della grande mela, Olivia lo associa a una giacca di nappa navy con doppia fila di bottoni dorati e motivo a pieghe, che troviamo sul bordo e sulle maniche. La borsa, un bauletto di pelle scamosciata, riprende la cromia del disegno tie-dye, mentre le scarpe in tela bianca decorata con piccolo plateau, ne ricordano la fantasia." (fonte vogue.it)




Prevedo due o tre possibili reazioni nel mondo di noi fashion-victim:
1 il fraintendimento: per anni il tie-dye è stato sinonimo di sciatteria, di t-shirt arrotolate e infilate a caso con la candeggina nella lavatrice, è facile che le più chic e le meno audaci non sappiano come gestirlo;

2 l'abuso: qualcuna farà una bella overdose di tie-dye e non ne potrà più neanche lei stessa dopo due settimane;

3 l'abbinamento selvaggio: questo è l'anno delle stampe, dei foulard, dei colori fluo e dei colori pastello, dell'abbinamento improponibile che paradossalmente appare perfetto, ma abbinare il tie-dye non è facile come mettere una t-shir a righe su una gonna a fiori.

Non so cosa succederà ma la tendenza è confermata (per questo affrettatevi tutte e documentatevi, se non volete perdere il giro!) e lo dimostrano le blogger più creative, i magazine più lungimiranti, i brand che non possono permettersi di arrivare tardi al trend. Vi snocciolo qualche esempio per darvi un'idea di quello che lo scatto di Olivia Palermo di qualche giorno fa non fa che confermare:

il tie-dye è tra noi, che lo vogliate o no, che siate pronte o no.

Jeans asos da una foto di marzo nel blog lafemmealamode.com portati con decolté rosse di pelle zebrata di Isabel Marant: abbinamento audace ma azzeccato.
Ballerine di H&M "manipolate": il risultato è davvero bellissimo, sul blog swellmayde.com l'autrice spiega come ottenere questo effetto diy. 
Inutile dire che non tutte posso tingersi i capelli di rosa e azzurro perché perderebbero credibilità professionale (quantomeno io la perderei) e che le codine colorate dei minipony non sono più in commercio. Ma questo shatush improbabile mi fa impazzire e se potessi avrei già le punte dei capelli di tutti i colori.



Questa t-shirt di Mango è il perfetto esempio di tie-dye rimodernato e ben gestito: il particolare del taschino con la cerniera e le maniche lunghe trasformano la vecchia sciatta t-shirt tie-dye anni '90 che usciva a sorpresa dalla lavatrice in una scelta voluta, non banale e comunque alla moda. Olivia docet!


Ancora H&M per questo splendido paio di shorts in denim con effetto tie-dye. Mi piace molto l'accostamento del rosa acceso che passando per il rosa carne diventa color biscotto e ovviamente adoro la sgambatura associata alla vita alta: un perfetto mix anni '90!

Non poteva mancare l'interpretazione del tie-dye di Isabel Marant: colei che sembra non perdere mai l'occasione di trasformare un maglione sfilacciato o l'aztec print nel capo più alla moda del momento poteva non dire la sua con un trend pseudosciatto?

Detto questo, ditemi cosa ne pensate, sia che lo troviate pessimo sia che vi piaccia da morire e, con un po' di coraggio, scatenatevi con la candeggina, ravanate negli e-shop, nei negozi vintage e negli store dei brand low cost, insomma, tiedyeizzatevi e fatemi sapere!


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