Forse
molte di voi avranno già letto l’intervista a Kate Moss pubblicata su Grazia* qualche settimana fa (l’articolo è di Polly Vernon).
Ma
se vi è sfuggita, in questo breve post vi dirò cosa ho letto e perché mi ha
colpita.
La
giornalista chiede alla Moss se riesce ancora a entusiasmarsi per i vestiti,
anche dopo tanti anni di moda, e la modella, confermando, racconta di come lo
scorso aprile sia rimasta estasiata per un vestito di Sara Burton (il braccio destro di Alexander McQueen che ha preso il posto dello stilista come creative director della casa di moda) per l’edizione
statunitense di Vogue:
era una cosa stupefacente, in una tinta azzurro chiaro, da fiaba… Mi ha
lasciata senza parole! Era lì, appeso al porta-abiti e per tre giorni non sono
riuscita a smettere di guardarlo. Non potevo credere a tale bellezza.
Racconta
di come ricevere regali dagli stilisti la faccia sempre sognare e del primo
paio di scarpe “cult” per cui mise da parte i soldi, un paio di Vivienne
Westwood:
quelle sono state la prima cosa che desideravo tantissimo avere, le mie
prime scarpe cult. Avevo anche messo da parte i soldi.
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| Nella foto a sinistra Kate Moss con un modello dei famosi pirate boots di Vivienne Westwood. |
Uno
dei tanti aspetti della vita di Kate che mi incuriosivano era proprio la
gestione del suo armadio: per Topshop riesumò dei pezzi cult che possedeva da
sempre, degli abiti quotidiani da cui non si era mai separata e sulla base dei
quali disegnò la linea Kate Moss for Topshop.
Nell’intervista spiega che per tenere in ordine il suo ricchissimo armadio si
rivolge a dei professionisti, che spesso perde le tracce di abiti o accessori
che dissemina tra la casa di Londra e la casa in campagna e che non vorrebbe mai
liberarsi di nulla.
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| Immagini della campagna 2010 Kate Moss for Topshop |
Da una parte ci sono i jeans, dall’altra i capi lunghi. E poi, quelli corti, i neri e quelli
colorati.
Ho dovuto ricorrere all’aiuto di professionisti, perché per me c’è
troppa roba. Montagne! E io faccio
davvero fatica a scartare qualcosa.
La
giornalista pone a Kate una domanda curiosa: se le fosse mai
passato per la testa di indossare apposta qualcosa di improbabile e aspettare
di vederlo pubblicato sulle riviste e copiato in tutto il mondo, prendendosi
gioco di tutte le ragazze che si ispirano a lei:
La gente tenta di indurmi a farlo (ridendo). Mi dicono: “Tutti lo
copieranno e ci sarà da divertirsi, brava!”. Ma l’idea non mi tenta.”
Tuttavia
alla fine dell’intervista si coglie una velata critica allo stile estivo delle
ragazze inglesi, addirittura ironizza sul fatto che come estremo rimedio si
potrebbe, anziché dare consigli di moda, eliminare proprio l’estate in Gran
Bretagna!
Quando
le viene posta la domanda, apparentemente assurda, sul fatto che l’essersi
sposata possa aver influito sul suo look, Kate coglie perfettamente il senso di
questo dubbio:
Jamie andrebbe fuori di testa se cominciassi a vestirmi da moglie! Al
contrario, quello che preferisce è il mio look da ragazza rock’n roll.
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| Kate Moss e il marito Jamie Hince per le strade di Londra e il 2 Luglio 2011, giorno del loro matrimonio. Kate indossava un meraviglioso abito di John Galliano di chiffon con particolari trasparenze e ricami in oro. Jamie era in completo light blue di YSL e portava l'irrinunciabile stivale. |
Vi ho riportato parte di questo articolo perché l’intervista
è uno dei modi di comunicare preferito da fashionismyroad:
insieme alle immagini è il sistema più limpido e immediato per parlare di moda.
Per questo sono contenta di potervi annunciare i tre
vincitori del foulard-outfit contest, che saranno prestissimo protagonisti di
un post di fashionismyroad con le
foto dei rispettivi ouffit e un’intervista!
Pa
Dario D.R.
Ewa Wojcik
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, questo è solo il primo di tanti contest che fashionismyroad organizzerà!
Paola, Dario, Ewa: sarete contattati al più presto per un'intervista!
Estote parati!!
* Grazia n. 28 - 9/7/2012, pp. 46-50







