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26.7.12

Interview: KATE MOSS per Grazia


Forse molte di voi avranno già letto l’intervista a Kate Moss pubblicata su Grazia* qualche settimana fa (l’articolo è di Polly Vernon). 
Ma se vi è sfuggita, in questo breve post vi dirò cosa ho letto e perché mi ha colpita.

La giornalista chiede alla Moss se riesce ancora a entusiasmarsi per i vestiti, anche dopo tanti anni di moda, e la modella, confermando, racconta di come lo scorso aprile sia rimasta estasiata per un vestito di Sara Burton (il braccio destro di Alexander McQueen che ha preso il posto dello stilista come creative director della casa di moda) per l’edizione statunitense di Vogue:

era una cosa stupefacente, in una tinta azzurro chiaro, da fiaba… Mi ha lasciata senza parole! Era lì, appeso al porta-abiti e per tre giorni non sono riuscita a smettere di guardarlo. Non potevo credere a tale bellezza.



Racconta di come ricevere regali dagli stilisti la faccia sempre sognare e del primo paio di scarpe “cult” per cui mise da parte i soldi, un paio di Vivienne Westwood:

quelle sono state la prima cosa che desideravo tantissimo avere, le mie prime scarpe cult. Avevo anche messo da parte i soldi.

Nella foto a sinistra Kate Moss con un modello dei famosi pirate boots di Vivienne Westwood.

Uno dei tanti aspetti della vita di Kate che mi incuriosivano era proprio la gestione del suo armadio: per Topshop riesumò dei pezzi cult che possedeva da sempre, degli abiti quotidiani da cui non si era mai separata e sulla base dei quali disegnò la linea Kate Moss for Topshop. Nell’intervista spiega che per tenere in ordine il suo ricchissimo armadio si rivolge a dei professionisti, che spesso perde le tracce di abiti o accessori che dissemina tra la casa di Londra e la casa in campagna e che non vorrebbe mai liberarsi di nulla.


Immagini della campagna 2010 Kate Moss for Topshop


Da una parte ci sono i jeans, dall’altra i capi lunghi.  E poi, quelli corti, i neri e quelli colorati.
Ho dovuto ricorrere all’aiuto di professionisti, perché per me c’è troppa roba. Montagne! E io faccio davvero fatica a scartare qualcosa.


La giornalista pone a Kate una domanda curiosa: se le fosse mai passato per la testa di indossare apposta qualcosa di improbabile e aspettare di vederlo pubblicato sulle riviste e copiato in tutto il mondo, prendendosi gioco di tutte le ragazze che si ispirano a lei:

La gente tenta di indurmi a farlo (ridendo). Mi dicono: “Tutti lo copieranno e ci sarà da divertirsi, brava!”. Ma l’idea non mi tenta.”


Tuttavia alla fine dell’intervista si coglie una velata critica allo stile estivo delle ragazze inglesi, addirittura ironizza sul fatto che come estremo rimedio si potrebbe, anziché dare consigli di moda, eliminare proprio l’estate in Gran Bretagna!

Quando le viene posta la domanda, apparentemente assurda, sul fatto che l’essersi sposata possa aver influito sul suo look, Kate coglie perfettamente il senso di questo dubbio:

Jamie andrebbe fuori di testa se cominciassi a vestirmi da moglie! Al contrario, quello che preferisce è il mio look da ragazza rock’n roll.

Kate Moss e il marito Jamie Hince per le strade di Londra e il 2 Luglio 2011, giorno del loro matrimonio. Kate indossava un meraviglioso abito di John Galliano di chiffon con particolari trasparenze e ricami in oro. Jamie era in completo light blue di YSL e portava l'irrinunciabile stivale.


Vi ho riportato parte di questo articolo perché l’intervista è uno dei modi di comunicare preferito da fashionismyroad: insieme alle immagini è il sistema più limpido e immediato per parlare di moda.

Per questo sono contenta di potervi annunciare i tre vincitori del foulard-outfit contest, che saranno prestissimo protagonisti di un post di fashionismyroad con le foto dei rispettivi ouffit e un’intervista!


Pa


Dario D.R.


 Ewa Wojcik



Grazie a tutti quelli che hanno partecipato, questo è solo il primo di tanti contest che fashionismyroad organizzerà!

Paola, Dario, Ewa: sarete contattati al più presto per un'intervista!
Estote parati!! 


* Grazia n. 28 - 9/7/2012, pp. 46-50








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